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 regionale di Rai 3  bis (canale 103 del DDT) 



MERCOLEDI'  27 MAGGIO alle ore 21.20 ca.


 

va in onda 
 





 

 "PER MANO IGNOTA" un film di Cristian Natoli 

 

 

Un giovane magistrato alla ricerca della verità. Un giornalista determinato. Una donna accusata ingiustamente di un atroce delitto. Per Mano Ignota racconta la storia di questi e di molti altri personaggi, tutti protagonisti, loro malgrado, di una drammatica vicenda di provincia diventata ben presto una tragica vicenda italiana. Ingiustizia e paura, speranza e dolore, vita e morte, destino e ricordi.

La strage di Peteano (31 maggio 1972)  racconta questi temi universali attraverso interviste filmate nei quali i protagonisti reali del tempo si svelano per la prima volta.

Il film, grazie ad un ritmo incalzante e ad un montaggio serrato, tende a superare le barriere del documentario per avvicinarsi ad un'opera di genere, come il noir, o il thriller psicologico. Una storia che si trasforma in Storia.

Il film è stato presentato in occasione di alcuni festival, ma non è mai stato distribuito per la televisione.

 

 LA STORIA

La storia si sviluppa raccontata dalla voce diretta dei protagonisti: dalle vedove, dagli amici e dai colleghi dei carabinieri assassinati; dagli avvocati che hanno seguito il processo dei sei “indagati” goriziani ingiustamente accusati; da alcuni indagati; dai giornalisti che seguirono le vicende giudiziarie, dal giudice istruttore del processo di Venezia che svela i reali colpevoli. Alle interviste, si alternano immagini di repertorio: fotografie provenienti da numerosi archivi storici o tratte da giornali dell’epoca, filmati realizzati dalla Rai e da videoamatori dell’epoca e inoltre delle immagini tratte dalla partita Ajax-Inter svoltasi la sera dell’attentato e alibi di molti dei sospettati. Nel 1972 le indagini sull’attentato vengono affidate al comando dei Carabinieri e coordinate dal Generale Mingarelli che, scartata la pista rossa, punta dritto su sei giovani abitanti locali presi come capro espiatorio (la cosiddetta “pista gialla”). Le vedove dei carabinieri assassinati raccontano di come vissero quella tragica perdita, di come reagirono al dolore trovando infine la forza di ricominciare. I colleghi dei carabinieri assassinati ricordano quella sera piovosa, volgono lo sguardo al passato che sembra loro, nonostante il tempo, così vicino. La donna accusata ingiustamente di aver compiuto l'attentato parla di come visse quell'orrore, delle notti trascorse al carcere che sembravano interminabili, dell'odio inesprimibile che l'opinione pubblica aveva maturato nei suoi confronti. Gli avvocati difensori dei sei “incolpevoli” raccontano la spy-story che li vide protagonisti, tra minacce e intercettazioni telefoniche, tra giochi di potere e finti indizi. La loro vittoria è la vittoria della giustizia, intesa questa come qualcosa di concreto e non come un inespresso concetto ideologico. A fare da cappello iniziale e conclusivo alle interviste le parole di Gian Pietro Testa, scrittore e giornalista che seguì tutta la vicenda dalle pagine del quotidiano “Il Giorno”, traendone un libro che si rivelò lungimirante a vicenda conclusa. Il suo raccontare è il collante dell'intera prima parte della storia e il filo narrativo assume una forma ben definita grazie al suo intervento. Felice Casson (nel 1980 giudice istruttore di Venezia, oggi Senatore della Repubblica) racconta di come, giovanissimo, invece di archiviare il fascicolo sulla strage, individuò con coraggio le omertà, i depistaggi, le falsità arrivando a scoprire i veri colpevoli della strage. Un fatto unico per la storia d’Italia: di tutti gli attentati avvenuti degli Anni di piombo, quello di Peteano è l’unico di cui si conoscano gli autori. Le parole di Casson si alternano con quelle di Giorgio Cecchetti, che al tempo delle indagini seguì la vicenda per il quotidiano “La Repubblica”. Cecchetti vede la strage di Peteano come una chiave di lettura di tutte le stragi italiane e lega in modo incontrovertibile i tragici fatti del 1972 alla caduta della Prima Repubblica italiana. Qui appare l’intervista di Sergio Zavoli del 2001 a Vincenzo Vinciguerra che svela il volto del reo confesso della strage di Peteano, condannato all’ergastolo assieme a Carlo Cicuttini (autore della telefonata) e Ivano Boccaccio.


Per mano ignota

Film di Cristian Natoli

Durata 58’31’’

Anno 2013