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di Rai 3 Bis (canale 103 del digitale terrestre)






MERCOLEDI 16 GENNAIO ALLE ORE 21.20 CA






 


                                                                   vanno in onda


 

un numero di Alpe Adria e il documentario "Il sottile velo azzurro" di Marco Virgilio e Ivo Pecile



Nel primo appuntamento del 2019, Alpe Adria Magazine  propone, fra gli altri, due servizi prodotti da questa sede: il primo, firmato da Tiziana Toglia, ci porta a Timau fra le trincee della Prima Guerra Mondiale. La “Notte Immaginaria”, curato da Marina Devescovi, racconta una curiosa iniziativa di divulgazione scientifica rivolta ai più piccoli.


 A seguire


"IL SOTTILE VELO AZZURRO"

Gli effetti del cambiamento climatico


Breve sinossi


Il clima della Terra sta cambiando e questa constatazione non dovrebbe sorprendere vista la mutevolezza di alcune variabili legate ai cicli astronomici e all’attività solare. Gli studi effettuati sulle “carote” di ghiaccio dell’Antartide, vera e propria memoria del clima del pianeta dell’ultimo milione di anni, rivelano la vitalità del pianeta con grafici che ricordano la pulsazione del nostro cuore. Le concentrazioni di gas e isotopi come il Deuterio, variano ciclicamente nell’atmosfera della Terra testimoniando l’alternarsi di fasi climatiche glaciali ed interglaciali. Dalla fine dell’ottocento, però, con l’inizio dell’era industriale, un nuovo segnale si somma alla naturale variabilità del clima: il prepotente aumento della concentrazione di gas serra come l’anidride carbonica. Mai nell’ultimo milione di anni, neppure nei periodi più caldi del respiro terrestre, si sono rilevati valori superiori alle 280 parti per milione di CO2, oggi abbiamo superato la soglia delle 400 parti per milione. Oltre il 99% della comunità scientifica mondiale ritiene che questo aumento sia di origine antropica e che sia il principale responsabile del riscaldamento climatico del pianeta che negli ultimi trent’anni ha visto un’accelerazione non attribuibile ai naturali cicli geologici e astronomici. L’analisi dei dati di temperatura ha evidenziato che il 2018 è stato uno degli anni più caldi da quando esiste la civiltà umana e dal 2010 i record si susseguono a ritmo incalzante. L’Artico, il Mar Mediterraneo e la foresta amazzonica sono considerati “hot spot” del cambiamento climatico e all’interno del continente europeo il Friuli Venezia Giulia si sta rivelando come una delle zone più sensibili. L’ultimo lavoro di Ivo Pecile e Marco Virgilio racconta le più recenti evidenze scientifiche a livello globale e locale partendo dalla disastrosa tempesta Vaia, di fine ottobre 2018, che distrusse vaste aree boschive con forte pressione su uomini, infrastrutture e fauna, suscitando forte impressione sull’opinione pubblica. Un evento che può essere considerato emblematico degli effetti del cambiamento climatico dato che molti modelli indicano la tendenza ad avere lunghi periodi secchi alternati a piogge di breve durata ma molto intense. Nel corso del documentario esperti di vari discipline scientifiche spiegano cosa sta accadendo al clima, cosa ci aspetta per il futuro e quali misure dovremmo prendere per attenuare l’impatto di questo vero e proprio sconvolgimento globale causato dall’uomo. Il titolo riprende una considerazione dell’astronauta Neil Armstrong, il primo uomo a posare il piede sulla Luna nel luglio 1969, dopo che ha potuto osservare il nostro meraviglioso pianeta dall’esterno. L’atmosfera appare come un sottilissimo involucro, quasi insignificante dallo spazio, mentre dal suolo guardiamo al profondo azzurro come fosse infinito. Dobbiamo prendere coscienza che il sistema è delicato e dobbiamo averne cura, la Terra è la nostra casa, per ora l’unica abitabile.    

Qui il trailer del documentario

https://www.facebook.com/IanusImagine/videos/758780394484369/